Il fulcro o cuore pulsante della tradizione cristiana d’Oriente ed islamica viene qui rintracciato nel percorso che conduce al divino. Tra le due tradizioni emergono differenti modalità, ma entrambe si manifestano intrise di luce e sapienza.
In ogni forma di vita spirituale sussistono dei riti che permettono la connessione dell’essere umano con Dio; questi caratterizzano l’individuo ed evidenziano la sua esigenza di mettersi in rapporto con un mistero che trascende il corporeo e la materia stessa.

TEOFANIA della BELLEZZA

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INSTALLAZIONI

VIDEO

LUCE DA LUCE - LUCE SU LUCE 

La video installazione presenta alcune dottrine legate alla pratica ascetica come l’esicasmo per la teologia cristiana ortodossa ed il dhikr per la tradizione islamica. Il ruolo dell’ «anima» che è centrale in entrambe le dottrine, il «cuore» che nell’ Islam è inteso come tavola su cui la grazia di Dio incide le leggi dello Spirito, le preghiere che si esplicano anelando il Cristo o l’Altissimo, sono da intendersi come elementi principe di un processo di interiorizzazione e mezzi per raggiungere metafisicamente e fisicamente la luce divina.
Bellezza stilistica, ricerca terminologica, forme d’arte sono manifestazioni di bellezza interiore e purezza dello spirito.

a cura di Patrizia Spallino

             Floriana Sciumè

Video Maker  Tokay Creative Studios Soc.Cop.

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INSTALLAZIONE FOTOGRAFICA

LA CATTOLICA DI STILO TRA RITO GRECO E ISLAMICO

La Cattolica di Stilo, chiesa bizantina dell'XI sec., sorge sul Monte Consolino in Calabria. La mostra fotografica è esempio emblematico di come elementi islamici e cristiani convivono. Con le sue dimensioni, l’essere incastonata fra le rocce, la quotidiana accensione del rosso dei mattoni, l’armonia delle sue forme, essa ci invita a guardare verso Oriente, dove il sole sorge, e verso l’alto, per scrutare l’invisibile con occhi diversi.

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OPERE

ICONICHE

L’arte iconica nella fede cristiana ortodossa è il simbolo della presenza di Dio ed il suo luogo luminoso. Nella preghiera essa opera un incontro come immagine conduttrice, manifesta una rassomiglianza che attraverso i nostri sensi conduce al riconoscimento di una presenza per incontrare la bellezza a volto svelato. Tutto ciò nell’icona si esprime come teofania, luce di un’essenza spirituale, fulgore della misericordia di Dio che «si adorna di magnificenza e si veste di bellezza»; entrambe le forme artistiche rappresentano le rispettive espressioni della tradizione islamica e cristiana orientale.
Gli iconografi puri di cuore, e per questo irradiati dalla luce del Santo Spirito, compiono opere di straordinaria bellezza, riuscendo a raffigurare la pienezza della divinità che abita corporalmente in Cristo.

Gli iconografi Vasileios Koutsouras, Efrem Augello e Stefanija Stanojkovic a loro volta rappresentano gli eredi di una tradizione cristiana ancorata alla
contemporaneità.

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TESTI ANTICHI

Un’esposizione di antichi testi in lingua greca ed araba arricchisce la sezione. La pagina scritta testimonia un’ulteriore commistione che ci si rivela attraverso il lessico dei documenti.
Per l’Islam al-Qur’an (il Corano) è il testo della rivelazione e della perfezione linguistica in quanto «diretta e letterale trascrizione della parola di Dio»; in esso la natura divina è espressa dal tanzīl (discesa), intesa come modalità operativa della rivelazione stessa del Libro.
La silloge islamica comprende alcune sure del Corano, formule rituali e preghiere specifiche per le abluzioni. Con la Platea di Guglielmo II (1183), dal testo in arabo ed il «ruolo» in greco ed in arabo, il re concede alla chiesa di Santa Maria la Nuova di Monreale (Palermo) il privilegio di trattenere i servi
della gleba appartenenti al demanio, rifugiati nella terra della Chiesa.

OPERE CALLIGRAFICHE

RACHID KORAICHI E "I MAESTRI INVISIBILI" 

La tradizione islamica attribuisce all’arte il compito di favorire la contemplazione della lettura, ma anche della scrittura. Alle origini la scrittura araba acquisisce il connotato di elemento unificante per tutti i musulmani riuscendo a superare le distanze e le differenze e divenendo un unicum rappresentante gli ideali e le norme che si dispiegano come essenza di Dio.  La decorazione calligrafica, simbolicamente diviene il mezzo incessante e continuo per ricordare gli insegnamenti e i valori di Dio. Bellezza divina che permea, pervade e che si manifesta tramite la calligrafia islamica intesa come «estetica della Rivelazione» legata in maniera indissolubile alla Rivelazione presente nel Corano. L’artista calligrafo è un uomo ispirato ed illuminato da Allāh, un ricettacolo atto ad accogliere la luce che lo guiderà nell’opera che si accinge a compiere. Rashid Koraichi è calligrafo e maestro spirituale, «che mostra nelle sue opere una selezione di versi mistici islamici volti ad esortare e approfondire il senso dell’esistenza umana e il messaggio divino».

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Codex Purpureus Rossanensis

Rossano conserva il famoso Codex Purpureus Rossanensis, opera bizantina del VI secolo in pergamena color porpora manoscritta e miniata di straordinaria interesse dal punto di vista biblico e religioso, artistico, paleografico, storico e documentario. Figure e parole rendono questo testo devozionale un’opera unica, sia per l’epoca in cui il sacro si trasferiva dagli uomini santi agli oggetti e alle immagini, sia per il luogo in cui è stato ritrovato in quanto rappresentativo della tradizione culturale bizantina dell’intera regione.

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Floriana Sciumé e Patrizia Spallino

RISO, Museo d'Arte Moderna 

e Contemporanea della Sicilia

Via Incoronazione n. 11

- 90135 Palermo

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